Divina Misericordia Padova


 
Il Gruppo di Preghiera della Divina Misericordia di Padova è intitolato a Padre Mario Valentini, che lo costituì nel 1991, ed è membro effettivo dell'Associazione ADIM Alleanza Dives In Misericordia.

“La vera grandezza
di un'anima sta
nell’amare Dio e nell’umiltà”
Santa Faustina (Q.I, 424)



O Dio,
che ci hai donato
Padre Mario Valentini
modello di fede semplice,
di operosa carità,
e di pietà mariana,
apostolo della Tua
Divina Misericordia,
dona anche a noi
la volontà di credere ed amare
secondo il Vangelo,
ed esaudisci le preghiere
di chiunque, nella
comunione dei Santi,
chieda il suo aiuto spirituale
e si affidi alla sua intercessione.
Per Cristo nostro Signore.
Amen


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Padre Mario Valentini

IL CAMMINO DI PADRE MARIO

Mario Valentini nasce a Campo, frazione di Tassullo in Val di Non (Trento) il 6 agosto 1928. Sesto di dodici figli, venne battezzato il giorno immediatamente successivo alla sua nascita presso la Chiesa Parrocchiale di Tassullo, mentre fu cresimato l’11 agosto 1935 a Cles.

Crebbe in una famiglia numerosa di sani principi morali, operosa, sostenuta da una sincera fede cristiana. Il padre Enrico era un uomo di carattere forte e d’ onore.
Fu sindaco di Tassullo, si distinse come persona equilibrata e saggia. Uomo di fede seguiva con rigore le pratiche cristiane di carità, sempre pronto a soccorrere chi era nel bisogno.

La madre Pia Zanella dimostrò lungo tutto il corso della sua vita un carattere mite e paziente e nello stesso tempo grande forza e coraggio. La preghiera era praticata in famiglia. Mamma Pia, seppure occupata in faccende domestiche, guidava i suoi figli alla recita del Santo Rosario, aiutata. I tempi erano molto duri, le difficoltà non mancavano, anzi, ma anche di fronte alla perdita di due dei suoi figli rimase ferma e coerente nella fede.

All’età di tre anni Padre Mario venne affidato ad un suo zio Sacerdote, Don Giuseppe Valentini, una figura che sarà molto importante per lui. Infatti, pur sentendo la mancanza dei familiari, amava profondamente suo zio e da sempre sognava di aiutarlo a celebrare la Santa Messa.

Si può quindi dire che fin dalla più tenera età dentro di lui prendeva forma una forte vocazione che gli permetterà di iniziare il suo cammino verso il sacerdozio. Questa decisione si concretizza quando conosce la Congregazione degli Oblati di Maria Vergine ed assieme ad altri ragazzini del suo paese parte a va a Chiavari (Genova) per gli studi.

Furono molti i disagi e le privazioni: la lontananza dai suoi per lunghi periodi, la guerra, la fame, l’impegno scolastico, ma di certo fu un tempo di formazione importante che ha lasciato un grande segno, un immutato amore per il Signore e la certezza della sua scelta, confermata più volte alla cara mamma Pia.

Il 24 agosto 1952 Mario Valentini venne ordinato sacerdote da Monsignor Ceol, Vescovo Francescano espulso dalla Cina e celebrò poi la sua prima Santa Messa il 31 agosto 1952, giorno dedicato al ricordo dei Caduti, a Tassullo.
In Pantelleria, stupenda isola siciliana nel cuore del mare Mediterraneo, la Congregazione degli Oblati di Maria Vergine era presente ed attiva fin dal 1938, anzi tutta la comunità era affidata alle cure spirituali di questi fratelli.


E qui venne inviato il neo sacerdote quale coadiutore di Padre Augusto Zanella, cugino della mamma Pia. Naturalmente l'incarico fu subito accettato anche se questo sì, dettato dall'obbedienza, non fu privo di difficoltà.

Il giovane Padre Mario si inserirà con impegno e amore in questa comunità, lontanissima dalle sue montagne, lasciando ricordi e affetti indelebili.

Si trovava là nel 1954 quando morì Fabio, il maschio primogenito della famiglia Valentini a cui era legato da grande affetto.

Le regole dell’epoca della sua Congregazione non gli permisero di abbandonare Pantelleria per assistere ai funerali del fratello. Fu una grande sofferenza per Padre Mario che in futuro ricorderà come, durante quei giorni difficili, abbia versato lacrime cocenti nel vedere l’aereo partire per il continente senza di lui e di aver più volte sognato di poter prendere la sua piccola moto e precipitarsi fino a Trento per dare l’estremo saluto al fratello e rimanere accanto ai suoi cari nel dolore.



Fu nominato Parroco nel 1959 nella parrocchia di Scàuri in Pantelleria dove svolse per vari anni, con dedizione, il ministero sacerdotale affidatogli.
Nel 1966 fece ritorno alle sue montagne; la Congregazione Oblati di Maria Vergine gli affidò la cura spirituale del rione San Giorgio in Rovereto (Trento), una Comunità in forte espansione, di cui fu primo Parroco e dove svolse il suo apostolato fino al 1988.

Tutti lo ricordano come un sacerdote attento ai bisogni della gente, umile e sempre disponibile, impegnato con generosità nell’evangelizzazione.

Anche qui ha esercitato le virtù eccelse della carità. Pur di seguire le persone e i gruppi di preghiera nella loro crescita spirituale, non si risparmiava nessun tipo di sacrificio e fatica.
Per tutti questi motivi si avvicinò prima ai Cursillos, poi al Rinnovamento nello Spirito nel gruppo di “Gesù Misericordioso” e alla spiritualità ispirata alla Santa Faustina Kowalska.

Una seria malattia al cuore lo “fermò” nei suoi impegni di Parroco e questa fu la leva che lo rese libero di fondare e partecipare a vari gruppi di preghiera a Trento, Padova, Modena, Mantova, Trieste, Bolzano e in molte altre località.

Nel febbraio 1993 Padre Mario iniziò ad avvertire dolori alla testa sempre più frequenti ed insopportabili.
Fu ricoverato all’ Ospedale Santa Chiara a Trento dove gli venne diagnosticato un tumore alla testa.


Ad aprile, con suo grande dispiacere, non poté partecipare a Roma alla beatificazione di Suor Faustina Kowalska, l’apostola della Divina Misericordia, dal diario della quale attingeva forza e coraggio.

Ma anche dal letto di sofferenza Padre Mario continuò a dedicare tutto se stesso alla salvezza delle anime. Nella notte
 tra il 30 aprile e il 1 maggio 1993, verso le ore tre, sognò di trovarsi in una grande piazza assieme ad un folto gruppo di persone per assistere ad una canonizzazione.

Ad un tratto gli si avvicinò la Beata Faustina con un fascio di rose rosse, in filigrana d’oro.

Gli disse che aveva bisogno della sua collaborazione per poterle distribuire e al risveglio si sentì bene, i dolori alla testa di cui soffriva erano scomparsi.

Iniziò così per Padre Mario il momento più forte del suo apostolato: poté riprendere la sua attiva partecipazione ai gruppi ed egli portò l’Amore di Gesù Misericordioso dovunque andasse, con infinito amore e una grande dolcezza convertì i cuori, rafforzò la fede ed illuminò le vite di quanti lo incontrarono.

Quanto lo conobbero sono concordi di ricordarlo come un sacerdote attento e di grande umanità, una persona serena, umile e sensibile, ma anche tenace e decisa, toccato dalla grazia per doni e carismi.
Era un sacerdote che amava il contatto con la gente; mai fermo, sempre in viaggio. Infatti si potrebbe quasi definirlo“un sacerdote itinerante”.

Dopo 18 mesi di intensi impegni sul piano umano e spirituale il male si riacutizzo.

Ancora una volta ci fu il ricovero in Ospedale ma anche qui, seppur sofferente, non mancò mai di rincuorare, di donare un sorriso e consolare i tanti amici che da ogni parte si recavano fargli visita.

Alcuni giorni prima di morire, dopo aver ascoltato con attenzione i saluti e i messaggi che Mariella portava a nome del gruppo di preghiera di Padova guardandola con infinita dolcezza le disse:

“Vi ricordo per sempre… durante la Santa Messa il Paradiso è presente… e io sono là”.

ll 3 ottobre 1994 Padre Mario Valentini si spense presso l’ospedale Santa Chiara di Trento.

Ora riposa fra le sue montagne nel cimitero di Tassullo.